I Fantasmi di Pietra. di M.Corona

"Ormai è l'autunno, tutto torna a dormire, tutto scompare nella pace dell'inverno imminente. Anche i rumori vanno in letargo come ghiri nelle tane. Le case tacciono, ascoltano, sentono la neve depositarsi sui tetti. Quelle senza tetto la ricevono dentro i muri, sui solai, nelle cucine distrutte. La visita della dama bianca entra nel cuore delle case sgangherate. Il paese abbandonato guarda a tramonto con gli occhi malinconici delle finestre senza vetri, sospira adagio con la bocca delle porte sfondate. Era un bel paese, il nostro, adesso non c'è più."


“Ho scritto la Spoon River del mio paese perduto”



Erto, Vajont, 9 ottobre 1963.
Luoghi, nomi e date che rimangono indelebili anche nelle pietre delle case. Quattro strade, quattro stagioni e le parole si liberano nell'aria di Erto vecchia, del paese fantasma.
Spesso, quando sono in zona, faccio un salto ad Erto, possibilmente in mezzo alla settimana, in modo tale da non assistere al turismo funerario verso la diga del Vajont. Mi ci sarò fermato forse una volta. Di solito tiro dritto lascio la macchina nel primo buco che trovo e scendo verso l'agglomerato di case che fu Erto. E di colpo sento i racconti di Corona prender vita. Lo confesso sono un lettore di Corona da molto tempo ed esser stato ad Erto più di qualche volta mi ha permesso di sentire questo libro vivo, anche se parla di fantasmi e di chi non c'è più. In un epoca in cui bisogna essere dinamici, flessibili, attenti, questo libro ti concilia la riflessione, la ricerca del perchè delle cose, anche solo osservando una vecchia porta che sta in equilibrio su vecchi cardini arruginiti o una finestra aperta senza vetri. La particolarità di questo romanzo di Corona è essere un insieme di racconti che danno vita ad un romanzo corale, a tratti epico, in alcuni passi apocalittico.
Perchè il Vajont fu l'apocalisse di un paese e della sua gente.


Commenti

  1. bellissimo e struggente ...
    da leggere per non dimenticare
    e complimenti al gobbo fedele lettore ed estimatore di questo orso grigio dal cuore grande grande

    RispondiElimina
  2. è l'unico che ho letto e che ho di lui .. credo sia il più famoso correggimi che tu sei un fan
    :)

    RispondiElimina
  3. devo dire che corona lo preferisco come scrittore di racconti che di romanzi ... ed infatti questo è straordinario per questo ... un ramanzo costruito su dei racconti ... ma forse il libro di lui che più amo è "Il volo della martora" ... li c'è tutto Corona ed il suo spirito dei boschi ...

    RispondiElimina

Posta un commento

i vostri commenti sono molto apprezzati

Post popolari in questo blog

Color Tex N.11 - COWBOYS

Il Grande Blek - Raccolta n. 14

Gli sterminatori

Blek il nemico dei Piedi Neri

Il Grande Blek – raccolta n. 100