Capitan Jack


Capitan Jack Texone giugno 2016

K intpuash, capo della tribù dei Modoc, tipo mite e ben voluto dai coloni che abitavano le terre fertili del Nord California nella regione del Lago Tule che corre lungo il confine dell'Oregon, è da tempo in guerra con il Governo degli Stati Uniti, che ha deciso di spostarli in una Riserva già abitata dai Klamath, tribù indiana dell'Oregon che da sempre è stata ostile nei loro confronti. Inevitabili quindi gli attriti tra le due etnie indiane con conseguente ritorno dei Modoc nelle loro terre. Ma stavolta i coloni che lo chiamano Capitan Jack, chiedono aiuto ai militari per via di razzie che hanno subito da un suo luogotenente, Hooker Jim che si è macchiato di alcuni massacri di civili inermi. Tra questi la famiglia del vecchio Foster, un tempo collega e ranger lui stesso, che soccorso dai militari del vicino Forte è riuscito a far mandare un telegramma a Tex che si reca immediatamente sul posto poco prima che il povero Foster gli spiri tra le braccia vanamente curato dall'ufficiale medico. Ha fatto in tempo a fare i nomi di Hooker Jim e di chiedere vendetta per sé, sua figlia e il nipotino sterminati senza pietà insieme al genero e ad altri cow boys della fattoria. I nostri accettano l'incarico ed essendo in corso manovre militari contro questi indiani, si scontrano subito con i metodi ottusi di alcuni ufficiali riuscendo tuttavia a mantenere rapporti nei limiti dell'accettabile, pur conoscendo Tex e la sua avversione a certi "palloni gonfiati" in divisa. I Modoc intanto dopo la prima imboscata tesa ad un drappello di soldati nel loro villaggio, si sono spostati nei Lava Beds, territori pieni di anfratti, strapiombi e crepacci creati dalla solidificazione della lava in tempi remoti. Capitan Jack conta di nascondersi nelle tante grotte e sbucare fuori all'improvviso per sterminare i gruppi di soldati che dovessero insinuarsi in quel dedalo che solo loro conoscono. Così avviene e nonostante i pesanti bombardamenti preventivi dell'artiglieria, i soldati non riescono ad averne ragione e si rende necessario un trattato di pace dopo la clamorosa sconfitta dei soldati. Il Colonnello Weathon reo di non aver saputo gestire quella situazione viene rimosso e al suo posto arriva il Generale Canby dalle idee molto aperte verso i nativi indiani e la loro condizione. All'incontro disarmato con Capitan Jack viene però ucciso da quest'ultimo, istigato da Hooker Jim che, preoccupato di essere l'unico vero ricercato per i suoi crimini dai soldati, aveva cercato più volte di coinvolgerlo mettendolo in cattiva luce di fronte ai suoi indiani. Capitan Jack è ora ricercato al pari suo e nulla può Tex per salvarlo dall'impiccagione se non accomiatarsi in un toccante incontro nella prigione del forte dove il capo dei Modoc si rammarica di non aver saputo contrastare i deliri del crudele Hooker Jim e di non aver conosciuto prima un uomo come Aquila della Notte col quale avrebbe potuto costruire un futuro diverso dalle Praterie Celesti che lo attendono e dove forse un giorno si incontreranno di nuovo. Storia vera quella dei Modoc e di Kintpuash, nella quale Tito Faraci, lo sceneggiatore di questo numero, è bravo ad inserire i nostri eroi, mentre lo è un po' meno nei dialoghi dove, ad esempio,  per ben 6 volte Tex chiama Kit "vecchio cammello", e la cosa, per quanto familiare in noi tutti appassionati lettori, sembra decisamente sfuggirgli di mano abusandone al contrario dell'altro eclatante "vecchio gufo" usato una sola volta. Ma la parte dolente, per così dire, è rappresentata dai disegni del maturo ed esperto Enrique Breccia che non sa a mio avviso rendere graficamente il personaggio. Intendiamoci le sue tavole sono estremamente curate e ricche di dettagli, oggetti ed animali compresi, ma i volti e i lineamenti dei visi, con quei nasi tutti aquilini, non piacciono. Soprattutto quello di Tex. Passi per nonno Carson tipo Don Chisciotte ma Tex così sfaccettato, ruvido, tagliato con l'accetta per dirla tutta, non si era mai visto e speriamo di non rivederlo mai più.

Texone n.31
Giugno 2016

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