“Il Terzo Fidanzato della nonna aveva i piedi troppo grandi per essere considerato intelligente. Scemo non era, perché sapeva oziare con grazia e costanza, ma...” . «Maggiore, la guerra è assassinio, sempre... voi ora volete solo dare un esempio: uccidere dei signori non è come uccidere dei contadini! Negando la grazia voi contribuite... sto dicendo voi, barone von Feilitzsch, perché qui ci siete voi... contribuite a distruggere la civiltà di cui voi ed io... e questo ragazzo... facciamo parte, e la civiltà è più importante del destino degli stessi Asburgo, o dei Savoia». Questo primo romanzo di Andrea Molesini, ci racconta l’Italia durante la Grande Guerra, o meglio quella parte d’Italia che fu fronte dopo la ritirata di Caporetto, l’Italia del Piave. Ma non è un romanzo retorico, anzi tutt’altro, con crudezza viene raccontata la storia di un ragazzo diciassettenne che senza volerlo diviene di colpo uomo. La vicenda ruota attorno alla famiglia Spada che, nella propria villa ...
Inizia una nuova avventura, un nuovo Blog, che come gli altri, sarà in ottica minkiona, ossia in continua interazione coi suoi "25 lettori". Dopo il calcio ed il cinema, era il turno della lettura. Le intezioni sono quelle di creare un punto non di critica "colta", Dio ce ne scampi, ma un punto d'incontro, dove buttar lì qualcosa che si è letto ed è piaciuto oppure che non lo è piaciuto per niente ... insomma un po' di tutto ... lo Zio Tex ha proposto un fumetto, io invece vi butto li per iniziare degli alberi, ma non degli alberi qualsiasi, ma quelli che molto spesso incontriamo nel nostro cammino, anche quando non andiamo per boschi ... buona lettura, se vi va ... MAGGIOCIONDOLO Nella concretezza, risiede la nobiltà del maggiociondolo. E' come l'amico fedele che rimane nell'ombra ma è pronto a intervenire in caso di bisogno. Di lui ti puoi fidare. E' un generoso, e quando stai scivolando non si comporta come la muga traditrice, ma ti sostie...
" Tutte le volte che si allentava il nodo della cravatta, il signor Cappa batteva l'unghia del pollice contro la superficie inamidata del colletto. Agganciava il nodo con l'indice, tirava piano verso il basso e poi, sempre, un piccolo colpo con la punta del pollice sulla cellulosa irrigidita, un piccolo colpo secco, all'indietro, come per lanciare una biglia, tutte le volte. Non serviva a niente, non aveva significato, e se anche gli avessero chiesto il motivo per cui lo faceva lui non avrebbe saputo cosa rispondere, perché non si era mai accorto nemmeno di farlo. " "Si sentiva. Si sentiva nell'aria che schiacciava la città. C'era qualcosa di diverso in quell'aria immobile e pesante, calda come in un forno, un odore aspro di metallo e fumo bagnato, un brivido elettrico, che sapeva di bruciato e faceva rizzare i peli sulle braccia. Era già stagione di piogge, ma non è aria di temporale quella che possono sentire tutti, da Massaua e lungo la cost...
La tesi che Edward N. Luttwak , consulente militare del Pentagono, espone in questo libro può essere riassunta nella constatazione che nel momento in cui la sicurezza di un grande organismo politico è in pericolo (l’allusione all’« impero » americano è chiara) diventa opportuno e di grande insegnamento tornare indietro a esaminare le strutture del più riuscito esperimento di governo sovra nazionale della storia, cioè l’impero romano. E questo allo scopo di ricercarne, come un nuovo Gibbon , le cause non solo dell’ascesa ma soprattutto del declino e della caduta. Come è noto Gibbon attribuiva queste cause al Cristianesimo e a esso imputava la distruzione e il disfacimento di quello che anche Luttwak considera l’unico esempio di impero multirazziale e multinazionale che sia durato a lungo. Secondo Luttwak la chiave per intendere questa durata sta nell’uso dell’apparato militare come forza di dissuasione. Per la pr...
L'appuntamento annuale col Texone è ormai un rito che prevede la prenotazione presso l'edicolante di fiducia con congruo anticipo. L'attesa per i più appassionati è spasmodica per vedere chi è l'autore che ha accettato la sfida e come l'avrà realizzata. Quando ho aperto questo numero 25 sono letteralmente trasalito nel constatare che i disegni erano di Carlos Gomez e il soggetto era di Gianfranco Manfredi . " Il miglior scittore in attività della Bonelli e uno dei migliori disegnatori al mondo " mi scriveva l'amico Carcamagnu via sms, da me prontamente contattato per la sua arcinota passione per Dago , storica creatura del Gomez e che fa bella mostra di sé nelle pagine iniziali, in un bozzetto accanto al ranger. Pieno di entusiasmo come sempre mi sono buttato a capofitto in questa nuova avventura dal titolo: Verso l'Oregon . Ma come sempre non mi sono lasciato influenzare da elogi o critiche di gente più competente e quello che segue è solo il...
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