Il giorno prima della felicità. di E.De Luca

"Scoprii il nascondiglio perché c'era finito il pallone. Dietro la nicchia della statua, nel cortile del palazzo, c'era una botola coperta da due tavolette di legno. Mi accorsi che si muovevano quando ci misi i piedi sopra. Mi prese paura, recuperai la palla e sgusciai fuori tra le gambe della statua.
Solo un bambino smilzo e contorsionista come me poteva infilare la testa e il corpo tra le gambe poco divaricate del re guerriero, dopo aver aggirato la spada piantata giusto davanti ai piedi. La palla era finita lì dietro, dopo un rimbalzo di sponda tra la spada e la gamba."


Lo Smilzo è un giovane orfano che vive, nella Napoli del dopoguerra, con la madre adottiva in un grande caseggiato popolare.
Don Gaetano è il portiere tuttofare del caseggiato.
Lo Smilzo diviene amico di Don Gaetano. Don Gaetano tratta lo Smilzo come un figlio. Gli insegna l’arte del vivere e del sopravvivere e gli racconta la sua storia, che è anche la memoria della Napoli occupata e poi liberata e della sua voglia di riscatto.
Lo Smilzo diviene in tutto e per tutto l’ombra di Don Gaetano , sia nei lavori che nelle passioni e senza accorgersene, traslando nel tempo, ne ripeterà la storia.

"È bella di notte la città. C'è pericolo ma pure libertà. Ci girano quelli senza sonno, gli artisti, gli assassini, i giocatori, stanno aperte le osterie, le friggitorie, i caffè. Ci si saluta, ci si conosce, tra quelli che campano di notte. Le persone perdonano i vizi. La luce del giorno accusa, lo scuro della notte dà l'assoluzione. Escono i trasformati, uomini vestiti da donna, perché così gli dice la natura e nessuno li scoccia. Nessuno chiede di conto di notte. Escono gli storpi, i ciechi, gli zoppi, che di giorno vengono respinti. È una tasca rivoltata, la notte nella città. Escono pure i cani, quelli senza casa. Aspettano la notte per cercare gli avanzi, quanti cani riescono a campare senza nessuno. Di notte la città è un paese civile."

Romanzo da leggere tutto di un fiato, che ci farà scoprire una Napoli che fu, ma che potrebbe essere ancora. Un racconto di vita e di vite che si sovrappongono.Un corsi e ricorsi della storia in chiave narrativa e moderna.

"Napoli si era consumata di lacrime di guerra, si sfogava con gli americani, faceva carnevale tutti i giorni. L'ho capita allora la città: monarchica e anarchica. Voleva un re però nessun governo. Era una città spagnola. In Spagna c'è sempre stata la monarchia ma pure il più forte movimento anarchico. Napoli è spagnola, sta in Italia per sbaglio."







Commenti

  1. La luce del giorno accusa, lo scuro della notte dà l'assoluzione.

    stupenda!!

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