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La cavalcata del morto

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Un Texone coi fiocchi, anzi coi puntini. Tanti, laboriosi ed estremamente efficaci quelli usciti dalla magica matita di Fabio Civitelli su sceneggiatura di Mauro Boselli in questo entusiasmante numero di Giugno 2012 , che vede in azione il quartetto intero e uno degli amici più bizzarri e misteriosi che abbiamo avuto modo di apprezzare nella lunga serie di avventure del nostro eroe preferito: El Morisco . Lui e il fido Eusebio stanno passando dei brutti momenti a Pilares a causa di strani trafugamenti di salme dal cimitero che i locali attribuiscono al " Brujo " col fez egiziano , per esperimenti sui cadaveri. Ma la realtà è molto diversa e Tex inizia subito ad indagare su un indizio fornito da un peone del posto terrorizzato da un misterioso cavaliere senza testa che di notte aveva sorpreso lui e un suo amico intenti a scavare in una tomba per conto di Ben Horne , un tempo ranger anch'egli. Il cavaliere era sbucato dal buio, preceduto dal suono di un piffero india...

Arrivederci, amore ciao. di M. Carlotto

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La carogna dell’alligatore galleggiava a pancia all’aria. Era stato abbattuto perché aveva iniziato ad avvicinarsi troppo all’accampamento e nessuno voleva rimetterci un braccio o una gamba. La puzza dolciastra della decomposizione si mescolava a quella della selva. La prima capanna distava da quella radura un centinaia di metri. L’italiano chiacchierava tranquillo con Huberto. Avvertì la mia presenza. Si voltò e mi sorrise. Gli strizzai l’occhio e lui riprese a parlare. Mi portai alle sue spalle, respirai a fondo e gli sparai alla nuca. Si afflosciò sull’erba. Lo afferrammo per i piedi e le braccia e lo buttammo a fianco all’alligatore. Il rettile a pancia all’aria e lui a faccia in giù.     Centro America. Un ex terrorista in fuga uccide a sangue freddo un suo compagno di sventura per poter abbandonare una guerra rivoluzionaria in cui non crede più. La sua stagione degli ideali è finita per far posto a quella del denaro. Aiutandosi con mille espedienti di concitta...

Il giorno prima della felicità. di E.De Luca

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"Scoprii il nascondiglio perché c'era finito il pallone. Dietro la nicchia della statua, nel cortile del palazzo, c'era una botola coperta da due tavolette di legno. Mi accorsi che si muovevano quando ci misi i piedi sopra. Mi prese paura, recuperai la palla e sgusciai fuori tra le gambe della statua. Solo un bambino smilzo e contorsionista come me poteva infilare la testa e il corpo tra le gambe poco divaricate del re guerriero, dopo aver aggirato la spada piantata giusto davanti ai piedi. La palla era finita lì dietro, dopo un rimbalzo di sponda tra la spada e la gamba." Lo Smilzo è un giovane orfano che vive, nella Napoli del dopoguerra, con la madre adottiva in un grande caseggiato popolare. Don Gaetano è il portiere tuttofare del caseggiato. Lo Smilzo diviene amico di Don Gaetano. Don Gaetano tratta lo Smilzo come un figlio. Gli insegna l’arte del vivere e del sopravvivere e gli racconta la sua storia, che è anche la memoria della Napoli occupata e poi...

Il mondo silenzioso di Nicholas Quinn. di C.Dexter

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Dunque? Lei che cosa ne pensa?". Il Presidente del Comitato Esami Esteri interpellò a bruciapelo Cedric Voss, responsabile della Commissione di Storia. "No, mi scusi, Presidente, ma credo che prima sia meglio sentire il parere del Segretario: in fin dei conti sarà il personale di ruolo a interagire con chi verrà nominato". Si fosse trovato in compagnia meno eletta, Voss avrebbe aggiunto che non gliene importava un fico secco di chi si sarebbe beccato il posto. Ma, date le circostanze, tornò a sprofondare nella comoda poltroncina di pelle azzurra assumendo la sua caratteristica posa sonnacchiosa, con la speranza che tutti si dessero una mossa. La riunione andava avanti da almeno tre ore. Mondo accademico di Oxford, fine anni ’70. Il burbero ispettore Morse del commissariato di Thames Valley Police di Oxford si trova ad indagare in un caso di omicidio avvenuto all’interno del Mondo accademico di Oxford. La vittima è il giovane professore Nicholas Quinn , memb...

Vietato alla gente per bene. di E. Vendrame

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Un mio tenerissimo compagno di squadra, talento calcistico stratosferico, ai tempi in cui giocavamo insieme nella primavera dell' Udinese, mi raccontò che una sera quando per la prima volta andò a puttane nei pressi della stazione di Udine, ne vide una che gli piaceva un casino. Dopo aver vinto un'attimo di timidezza, le si avvicino e le chiese se fossero bastate 500 lire per scoparla. "Con 500 lire ti puoi sparare una sega!" gli rispose seccata la prostituta. Così lui, prendendola alla lettera, si assentò per una decina di minuti e poi tornò da lei dicendole che s'era sparato la sega, e tutto fiero le mise in mano le 500 lire! Racconti di vita di un calciatore maledetto, come lo furono Zigoni o Meroni, ma autentico e sopra le righe. Non ho avuto la fortuna di vederlo giocare, anche se ha mosso i primi passi da calciatore, nella squadra della mia città prima di spiccare il volo per la Lanerossi Vicenza. Ma chi lo ha visto mi ha sempre detto "matto ma ...

L'ottava vibrazione. di C.Lucarelli

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" Tutte le volte che si allentava il nodo della cravatta, il signor Cappa batteva l'unghia del pollice contro la superficie inamidata del colletto. Agganciava il nodo con l'indice, tirava piano verso il basso e poi, sempre, un piccolo colpo con la punta del pollice sulla cellulosa irrigidita, un piccolo colpo secco, all'indietro, come per lanciare una biglia, tutte le volte. Non serviva a niente, non aveva significato, e se anche gli avessero chiesto il motivo per cui lo faceva lui non avrebbe saputo cosa rispondere, perché non si era mai accorto nemmeno di farlo.  " "Si sentiva. Si sentiva nell'aria che schiacciava la città. C'era qualcosa di diverso in quell'aria immobile e pesante, calda come in un forno, un odore aspro di metallo e fumo bagnato, un brivido elettrico, che sapeva di bruciato e faceva rizzare i peli sulle braccia. Era già stagione di piogge, ma non è aria di temporale quella che possono sentire tutti, da Massaua e lungo la cost...

La sottile linea scura

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A Fine Dark Line  di Joe R. Landsdale Mi chamo Stanley Mitchell Jr . Tanto mi ricordo , tanto intendo scrivere.   Siamo nel 1958 a Dewmont , Texas in una afosa e interminabile estate dove il curioso tredicenne Stanley  lavora nel Drive-In del padre e mette il naso in un segreto che doveva rimanere nascosto. E’ la perdita dell’innocenza in piena e perfetta naturalezza: un mondo stravolto che per lui cambierà per sempre.  Lansdale attraverso una sapiente miscela magica,  ricrea i sapori, le voci, e le atmosfere di   un’epoca ormai lontana e per molti mai dimenticata che d’incanto riemerge per essere bevuta tutta di un fiato.  « Nell'invecchiare - e, in realtà, non è che sia poi così vecchio: neanche arrivo ai sessanta - scopro che per me il passato ha più importanza del presente. Non sarà un bene, però è la verità. All'epoca tutto era più intenso. Il sole era più caldo. Il vento più fresco. I cani più svegli..... Non sempre la verità d...